p. 25

se la fate finita con l’amata sinistra, continuate con la destra. ignoranza con molta espressione. se lavorata a maglia la conoscenza trova e stuzzica l’ingegno condivide i contatti addolcisce le sensazioni stimola il desiderio. ricordate di allegare l’allegato. disabituate alla morte figurine bellicose al passeggio umano fan presto di conto nel raket dell’implausibile. due nurses e l’amico boaboa dalle zampe calve ti ricevono con un assaggio tra i denti. anche noi figli dell’infinito mangiamo dal vivo

cap. 20

ora dell’evasione pitagorica. articolare tra mezzi e interi interessi variati. ci vorrebbe più ignoto. sostanze da costellazione a guidare il caso andiamo a chiedere aiuto al circolo delle metafore con tanto di sacchetto e scarpe. 1990 in via bogino ci vantavamo con qualcuno che si vantava con qualcuno portavamo giacchetti fichissimi ed eravamo davvero fichissimi. alla bella interlocutrice concedemmo solo del lei

 

 

cap. 9

come non abbiamo imparato l’ironia. campane di fiori e bare da letargo. scanzonate madri tollerano chi racconta certe storie. su configurazioni immaginarie chiamati draghi e dragoni. calza e pennello / comprensibilmente gratis. giroscopie. irrigazione del prato. vesti spruzzate tra mappe fatali e terrazzette dantan. tutti imparano a leggerti negli occhi. la gente è ormai perduta, ecco la tragedia del pudore

 

 

 

p. 28

 

orbite di fine fiore e un principio da niente. annaffiate gli strati della vorticosa impazienza. a noi pare come un rotore che dal fondo forma una forma e che nel fondo scompare o ricompare, noi fatichiamo a ricordare. s’allaga così uno stige intero. romantiche passeggiate con ansia da prestidigitazione. le intelligenze hanno luci deboli e odori primordiali. discutiamo di ciò che accade episodio per episodio. breve commento sulla vulnerabilità della sventura. coprire il cibo per riparlarne poi. affrettarsi alla manomissione scrivere una formula che mescoli tutto mlle è sul punto di svenire anche lei se siete così beneducati da pagarmi un caffè venite un po’ qua la macchia viene dal cuore è con volontà predatoria che si muovono fiammeggianti nell’unico santuario che c’è Defunctos Ploro, Pestem Fugo, Festa Decoro festa dei fogli da riscaldare vino da guardare pianta da decorare ai bei ribelli Funera Plango, Frango Fulgura, Sabbata Pango dolci ninfe sposano il sabba ad un’ora più consona i troiani eccitati vomitano dalle loro navi per il gran mal di mare Dissipa Non Sanguinosa tutti diritti tutti riservati

 

 

 

 

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la sfocatura è cosa segreta, strangolamento ottico mitigazione del mondo a seconda dell’esistito, c’è un vecchio che butta via il nuovo a vantaggio dell’opera introvabile prepareremo un gran funerale visiteremo da vicino queste parti deboli, superiori incombenze della discordia. quattro cose dunque, con persone che dicono a tutti che alla fine si sa come va, come andrà a finire, come finirà – commenti inarrivabili sul linguaggio o trittico del dispiacere come quando si vive più volte, ma non consecutivamente, lo stesso giorno. l’impressione dei cicli e degli eventi skunk posizionale dei mesi straziati nel bel mezzo della notte eh si scompare, si scompare. deluge della vecchia che apre al destino, disegna sul vetro un fidanzato dicendo è tardi ma grazie di tutto. non vi siete stancati, vero? allora continuiamo con pie descrizioni di atmosfere consumate nel silenzio e grandi sentimenti per la donzella che cade e si rialza e di cui sempre bene si parla e sempre bene si parlerà

 

 

 

nazione sciamana: incipit

profondità e cornice, aum da primo piano, se qualcuno chiede d’entrare gli si dica di no – conoscerete perfettamente altri mondi, posti reali come questo, che volete di più, è un quadrato, è uguale al cerchio

educazione dei succubi che bussano alla porta – c’è tua mamma in casa – nol sai trobar – quanto costa un verso? not so much – fuori quel tanto che dice la macchina, ti spiega che il numero reale è anche un numero immaginario, si farà contare ma solo per un po’. muovi un’ala, poi l’altra e prendi a volare, siamo fatti così, siamo fatti nel calore. la caduta strutturalmente identica ad astri che ancora si posson guardare e magnificare nell’offuscamento dell’orbita che vanifica ogni soccorso. avvicinarsi all’attrattore non deve soddisfare alcuna condizione

proprietà particolari dell’incisione e teoria delle traiettorie. radio aliene mandano canzoni d’amore solo per te. proprietà comuni alle apnee. s’inventa l’uno perfettissimo dalla perfettissima presa. è tutto quel che serve. venite, venite a1 b2. alla verità dite sempre no. quindi tutti astratti. magia dello stupro del povero c. fantasmagorie a favorire precisi ideali. ci impediscono di passare ma noi siamo del tutto indifferenti a questi sports

quindi riconsiderare la conduzione dall’alto (cinctum m o giocattolo del desiderio) elucubrazione d’una vita più semplice prendere la torcia fare luce al rincorrersi di fate per le scale – quante se ne dicono – una frega i fiori all’altra – gli amatori da sotto calano la corda {A} a te sola diranno sì. del tutto singolari sanno che ogni continuità è una violenza e continuano perché forse ne hanno bisogno hanno bisogno di aiuto domande interessantissime queste. spicciano al coperto con le comari, te lo strizzo con tutto il cuore {H} tra fitta vegetazione e stradine che portano chissà dove. pupi di plastica chiamati parquito 1 e 2 – tutto live – avversità del momento – etichetta su eject – i all business – poema del risveglio – io che non dormo mai – discussione tra me e la polizia struttura frattale frattura statale i giovani turchi al confine salgono in sella demoprogrediscono in faccia a d. che sembra gradire. à propos d’une dame qui exige.. La descrizione soddisfa? sì/no CeSix personality threats. seriamente impegnati con l’attrazione la gravità dei fanti aperti a tutto, sistemi dinamici equamente esposti hand ligere orficium al campo di battaglia cadono e si rialzano, anche. articolano il dubbio Brucella Imekura Zizek ripartire da fascicoli di quantistica dalla prosa cristallina in una stanza piena di funzioni “nudi come un foglio da cominciare” nel giorno dei bugiardi 0 pulsante di terra al primo colpo la folla si spaventa e corre via dentro ci siamo anche noi che vogliamo solo far del male. alle sei cena a casa di uno in una domenica desolata

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In tempi di crisi la nazione prospera di bellezze. Scopette cerca di mangiare quando mangia si sistema gli occhi. Cosa succede 1) opposizioni in tempo reale 2) ribelli a quattro mani 3) i giovani sono giovani 4) verifica attriti 5) a cn ce n’è eccome, ti sorprenderai. Tutti stanno dicendo cose diverse. Qualsiasi suono in ambienti diversi risuonerà in modo diverso. L’intossicazione e altre caratteristiche dell’incidente 1) gira per passione 2) regola cuciture 3) resta dove sei

 

 

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Cosa allora. Lasciare tutto sul tavolo (riordinare in secula). Se: per pietà, se dura, se per offrire. Si tratta di (leggi) rituali per cui si pagherà un tot 26. Parecchia rumenta 37. Indietro rimanere per meglio vedere. Il gessetto scrivendo rivelava sorprendenti implicazioni della storia, la polvere colava. L’ingresso collegato alla soffitta. Limitatamente invasi telecomunicavano propensi all’assemblaggio 31. Fissava i nembi in pieno giorno completamente infradiciandosi. Sul muro volò brevemente un cartiglio con su scritto un disegno. Passa un gatto, com’è che si chiama, come sei bello, com’è che sei così bello. Foreste d’amore: le cose belle son belle ma costose. E sì che il mandala delle briciole produce mille piste e mille altre ancora, c’è anche del sale, se vuoi del sale. Senti questa (svirgolando il  latino). Pronti per il messaggio. Mlle ha pianto tutto il giorno, di che risarcire diluvi e tristezze. Accostando la sedia, se potessimo distrarci un po’, si ha l’ardire. Accedere così alla terra per via più breve. Fra le tende che fluff si sgonfiano; sarà la latenza, la statica impaziente 28. Mostro piegato sulla tazza 29. Ah, il tumido piedino, l’asma volitante sul collo 30. Le voci pralinate del convegno che, si sa, è supremo. Accenni a casi di supervalutazione: s’ecosentivano vibrazioni. L’ala discendendo cerca l’abbraccio trovando il sonno gentile di chi non osa.